IL LAVORO CONTRO LA CRISI
La crisi, in Emilia-Romagna come altrove, non è giunta improvvisamente interrompendo una situazione – sul piano produttivo, economico e sociale – idilliaca. In questi anni la società emiliano-romagnola si è progressivamente precarizzata al punto che un lavoratore su quattro ha contratti “non standard”, a tempo determinato, con retribuzioni molto contenute e con bassi livelli di produttività. Questo significa che l’Emilia-Romagna ha mantenuto sì livelli occupazionali molto elevati, ma che al contempo vi sono stati mutamenti rilevanti nella composizione del mondo del lavoro che hanno generato sofferenza sociale, povertà, senso di insicurezza diffuso.
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