PostHeaderIcon IL LAVORO CONTRO LA CRISI

La crisi, in Emilia-Romagna come altrove, non è giunta improvvisamente interrompendo una situazione – sul piano produttivo, economico e sociale – idilliaca. In questi anni la società emiliano-romagnola si è progressivamente precarizzata al punto che un lavoratore su quattro ha contratti “non standard”, a tempo determinato, con retribuzioni molto contenute e con bassi livelli di produttività. Questo significa che l’Emilia-Romagna ha mantenuto sì livelli occupazionali molto elevati, ma che al contempo vi sono stati mutamenti rilevanti nella composizione del mondo del lavoro che hanno generato sofferenza sociale, povertà, senso di insicurezza diffuso.

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PostHeaderIcon PER UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO REGIONALE

Abbiamo avuto modo di dire già in altre occasioni che l’Emilia-Romagna ha costruito, nel secolo scorso, un welfare avanzato a fronte di politiche territoriali, urbanistiche e ambientali in gran parte inadeguate. Su quest’ultimo fronte, in questi ultimi anni, la Regione Emilia-Romagna ha prodotto, attraverso la Legge regionale 20/2000 (“Disciplina generale sulla tutela e l’uso del territorio”) così come modificata dalla Legge 6/2009 (“Governo e riqualificazione solidale del territorio”), alcuni passi in avanti. E’ stato perciò introdotto un sistema di pianificazione basato su elementi di maggiore qualità e controllo,

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PostHeaderIcon IL WELFARE COME RISORSA PUBBLICA CONTRO LA CRISI 

La scelta del governo di destra è chiara e mira alla sostituzione dello stato sociale con un modello di welfare residuale e caritatevole, negandone la natura universalistica e pubblica e concentrando una vera e propria offensiva contro i diritti sociali, teorizzata dal Ministro Sacconi e praticata sul terreno concreto con l’istituzione della “social card” (“carta dei poveri”) o i bonus-famiglia. I tagli operati dal governo Berlusconi sul Fondo Nazionale per le Politiche Sociali per il 2010 sono pari all'88% dello stanziamento del 2007. Il fondo nazionale per la non autosufficienza nel 2009 ammontava a 400 milioni di euro,

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PostHeaderIcon IL SAPERE COME RISORSA PUBBLICA CONTRO LA CRISI

La riforma Gelmini–Tremonti sottrae il futuro alla grande maggioranza dei nostri giovani e mortifica dal punto di vista professionale per tanta parte del corpo docente e non docente, stabile e precario, al punto che ha portato al più grande licenziamento di massa della storia repubblicana.
I tagli da parte del Governo delle risorse destinate al funzionamento delle scuole hanno di fatto costretto la Regione ad intervenire con risorse proprie nel tentativo di limitare per quanto possibile i danni, con un aumento di quasi 3 milioni di euro

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PostHeaderIcon COMBATTERE LE MAFIE IN EMILIA-ROMAGNA

L’Emilia Romagna, come le altre regioni del Nord caratterizzate da notevoli attività in tutti i settori industriali e – conseguentemente – da considerevoli livelli di ricchezza e di benessere, da vari anni è al centro dell’attenzione e di una vera e propria strategia di penetrazione da parte di diverse centrali della criminalità mafiosa, in particolare da quelle della 'ndrangheta calabrese, dedite non solo al commercio della droga e delle armi, ma anche al riciclaggio e alla gestione diretta di attività industriali e commerciali, fenomeno che rischia di inquinare gravemente non solo il tessuto economico,

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